Legge di iniziativa popolare per un Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta: firme entro il 15 settembre

Gli ex obiettori di coscienza che hanno prestato servizio alla Caritas diocesana di Udine si mobilitano con un "manifesto" per un'altra difesa possibile

Più volte, nel corso dell’ultimo anno, la Caritas diocesana di Udine ha acceso i riflettori sull’esperienza dell’Obiezione di Coscienza al Servizio militare, non da ultimo in occasione della doppia ricorrenza del 50° anniversario del terremoto in Friuli e della fondazione della Caritas stessa. Di particolare rilievo per le nostre comunità sono stati, infatti, il lavoro svolto e il contributo di pensiero degli obiettori di coscienza che a partire dagli anni Ottanta scelsero la Caritas per il proprio servizio civile alternativo. Quell’esperienza fu accompagnata da una straordinaria mobilitazione per la pace e il disarmo.

Oggi, di fronte a uno scenario globale inedito di smantellamento del diritto internazionale e delle sue istituzioni, nonché di corsa al riarmo, un gruppo di quegli obiettori di coscienza – che oggi rivesto diversi ruoli e svolgono significative professioni – ha dato vita a un “manifesto” per promuovere la campagna nazionaleUn’altra difesa è possibile per l’istituzione di un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta, un luogo istituzionale capace di indirizzare il contributo alla difesa civile, coordinando con le proprie autonomie le varie componenti oggi esistenti: il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile, oltre a un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo. Servono – entro il 15 settembre – 50 mila firme, si può aderire qui >>> https://www.difesacivilenonviolenta.org/

La legge di iniziativa popolare Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta prevede quattro pilastri concreti:

  • il potenziamento del Servizio civile come istituto di difesa civile della Patria in attuazione degli articoli 11 e 52 della Costituzione;
  • l’istituzione dei Corpi civili di pace, formati da personale preparato a intervenire nelle aree di crisi prima dell’escalation militare;
  • il rafforzamento della Protezione civile come strumento di difesa del territorio dalla devastazione ambientale e climatica;
  • la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo.

Il tutto finanziato da un fondo pluriennale stabile e dalla possibilità per i cittadini di destinare il 6 per mille dell’IRPEF a queste attività.

Questo, invece, il testo del manifesto:

«Siamo un gruppo di persone accomunate dall’esperienza dell’Obiezione di Coscienza al Servizio militare e del Servizio civile prestato presso la Caritas diocesana di Udine, ed oggi a vario titolo impegnate professionalmente e socialmente.

La nostra obiezione di coscienza nasce dal rifiuto della violenza e delle armi che riteniamo strumenti eticamente inaccettabili e praticamente inefficaci per difendere la patria. Il nostro servizio civile ci ha permesso di sperimentare modi alternativi di difendere il nostro paese dalle vere minacce che lo affliggevano allora: le diseguaglianze, la solitudine, l’ignoranza, le dipendenze, le malattie.

Più di recente a quelle sfide se ne sono aggiunte altre di carattere epocale, come il cambiamento climatico, le migrazioni, le pandemie, il degrado della natura. Eppure, il dibattito pubblico è sempre più dominato da rigurgiti bellicisti che alimentano la crescente corsa al riarmo, giustificandolo in risposta a minacce altrui, ma che nei fatti alimenta l’insicurezza e la tensione internazionale.

In questo contesto noi ribadiamo la nostra convinzione che la difesa della patria è un sacro dovere sancito dalla Costituzione ed è immorale confonderlo con la preparazione della guerra che non garantisce la sicurezza dei popoli, sottrae risorse alla risoluzione dei veri problemi dirottandole a beneficio dei mercanti di morte.

Noi crediamo che un altro modo di difendere la patria sia possibile e lo abbiamo praticato negli anni del nostro servizio. Perciò aderiamo e chiediamo di aderire alla raccolta di firme per la legge d’iniziativa popolare sulla difesa non armata.

Chiediamo alle associazioni, alle realtà singole e aggregate del sindacato, della politica, del mondo ecclesiale e del mondo pacifista di sostenere l’iniziativa denominata: “Un’altra difesa è possibile. Campagna per la Difesa civile, non armata e nonviolenta” perché almeno se ne possa dibattere, si avvii un momento di confronto e si riescano a raccogliere le 50.000 firme necessarie.
La Caritas Diocesana e l’Ufficio missionario della diocesi di Udine appoggiano questa iniziativa e la diffondono, chiedendo a ciascuna persona od organizzazione di aderirvi e diffonderla». 

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