Pubblicato il report annuale sulla Povertà delle quattro Caritas diocesane

Sono 1905 le persone che, nel corso del 2013, si sono rivolte ai centri di ascolto Caritas della nostra Diocesi, nello specifico 963 hanno fatto riferimento al centro diocesano, mentre 942 hanno bussato alla porta dei Centri di ascolto della rete territoriale. È quanto emerge dai dati del «Rapporto annuale sulla povertà rilevata nei centri di ascolto diocesani Caritas». Rispetto all’anno 2012, che contava un’utenza complessiva di 1.742 persone, le presenze risultano aumentate.

Sono 1905 le persone che, nel corso del 2013, si sono rivolte ai Centri di ascolto Caritas della nostra Diocesi, nello specifico 963 hanno fatto riferimento al centro diocesano, mentre 942 hanno bussato alla porta dei Centri di ascolto della rete territoriale. È quanto emerge dai dati del «Rapporto annuale sulla povertà rilevata nei centri di ascolto diocesani Caritas». Rispetto all’anno 2012, che contava un’utenza complessiva di 1.742 persone, le presenze risultano aumentate.
 
Allargando l’analisi alla situazione regionale, uno sguardo al dato di genere evidenzia un leggero aumento della componente maschile che passa dal 55,3% del 2012, al 56,6%. Tendenza confermata anche da un’analisi comparata tra le singole diocesi. Una “ricomposizione dell’utenza” si registra anche per quanto riguarda la provenienza di chi si rivolge ai Centri di Ascolto, nell’ultimo triennio, infatti, si è assistito a una diminuzione degli stranieri (dal 64,6% del 2012 al 62,7% del 2013) e dunque un aumento degli italiani. Nel report si sottolinea come siano tre gli aspetti che emergono in modo traversale dai vari CdA diocesani: «La conferma dell’incremento degli italiani – si legge – è una delle questioni che maggiormente caratterizzano questo triennio di attività; le situazioni di solitudine, cioè di persone che hanno tagliato più o meno volontariamente reti e relazioni parentali e/o amicali sono molto presenti e rendono complessa la ricucitura di rapporti sui quali appoggiare percorsi di risalita; si riscontra infine un incremento di situazioni di donne sole con figli. Sono fenomeni nuovi perché vengono coinvolti in modo importante proprio gli autoctoni, in un certo senso non abituati a trovarsi o immaginarsi in situazioni di precarietà».
 
Tornando ai numeri della Diocesi di Udine, il report evidenzia che delle persone accolte dalla rete dei CdA foraniali e parrocchiali, la maggior parte, pari al 53,7% risultava essere straniera. Si tratta di un dato molto più equilibrato rispetto a quello registrato dal CdA diocesano, dove gli stranieri, con una proporzione ormai stabile, risultano essere marcatamente più numerosi degli italiani, attestandosi su una presenza del 71,6%. «Questa particolare situazione – spiega la referente dell’Osservatorio delle Povertà, Manuela Celotti – dipende, in parte, dalla maggior concentrazione delle persone straniere in città, dove gli stranieri sono il 14,5% delle persone residenti, contro il 7,7% del territorio della provincia complessivamente considerata. Una seconda spiegazione riguarda invece il tipo di servizi offerti sul territorio cittadino, che comprendono maggiori risposte di “bassa soglia” come l’asilo notturno, la mensa, il servizio docce, diverse strutture di accoglienza ecc. delle quali possono usufruire anche le persone non residenti o comunque di passaggio in città».
Inoltre assume sempre più rilevanza la questione abitativa. Le persone che hanno dichiarato di vivere in affitto sono il 55% dell’utenza, cifra in calo di sei punti rispetto al 2012. Le persone con difficoltà alloggiativa seria, anche se di diversa intensità, erano 230. Delle 111 persone che hanno riferito di vivere per strada o in alloggi di fortuna rappresentano ben l’11,5% dell’utenza totale.
 
Il rapporto annuale sulla povertà rilevata nei Centri di Ascolto diocesani Caritas (dati anno 2013) è stato realizzato dagli Osservatori diocesani delle Povertà e delle Risorse delle Caritas di Udine, Concordia-Pordenone, Goriza e Trieste. Il lavoro è stato realizzato in collaborazione con l’Osservatorio delle Politiche di Protezione sociale della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia,  con la quale le quattro Caritas Diocesane hanno sottoscritto un protocollo operativo per la realizzazione di studi ed approfondimenti di carattere sociale, legati in particolar modo al tema della povertà, mettendo a disposizione i dati rilevati nei propri servizi di ascolto. Il supporto scientifico è dell’Ires Fvg.
 
Il report completo è consultabile cliccando qui

 

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