«Da sole non possiamo fare tutto quello che ha fatto Caritas, che riconosce le persone, i loro bisogni e le difficoltà. Assieme “si fa squadra” senza paura: cambiare la qualità della vita è possibile e insieme siamo riusciti a farlo». A parlare, davanti alla videocamera, è: Ouidad Khan, oggi referente del servizio pulizie e sanificazione della Zaffiro, azienda attiva nel servizio agli anziani non autosufficienti. Accanto a lei la collega Jenny Osayi. Alle parole di Khan fanno eco quelle di Essam Eraki, dipendente metalmeccanico della Feruglio engineering di Tavagnacco. «Con questo lavoro, posso finalmente aiutare la mia famiglia. Sono venuto qui per questo motivo». Le loro sono storie legate a un progetto che la Fondazione Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine dedica all’inserimento lavorativo di persone migranti che scelgono di investire nella loro formazione e nel radicamento sul territorio, raccontato, ora, in un video pubblicato sui canali digitali dell’Arcidiocesi di Udine.
Lingua, competenze, sicurezza
Dal 2023, nel lavoro dell’équipe trasversale e multiprofessionale F.O.R.M.A.Lav. (Formazione, Orientamento, Rete, Motivazione, Affiancamento, Lavoro), attiva dal 2014, molte delle azioni sono finanziate con il contributo dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. L’équipe – composta da una coordinatrice psicologa, educatori professionali, assistenti sociali e operatori esperti nel lavoro con i migranti –, svolge un lavoro lontano dal clamore. È la classica “foresta che cresce” che porta beneficio non soltanto a persone venute in Italia a cercare dignità e stabilità, ma anche alle stesse aziende del territorio friulano che possono contare su persone determinate e che hanno come obiettivo quello di dare un contributo effettivo al tessuto imprenditoriale. Tutto questo è raccontato nel video.
Ma come si sviluppa questo processo? «Tutto ha inizio nel luogo dove si insegna l’italiano alle persone straniere» spiega Debora Macoratti, referente dell’area di Inclusione socio-lavorativa di F.O.R.M.A.Lav. «Il percorso accanto alle persone comincia da qui, dove possiamo comprendere le loro competenze iniziali». La conoscenza della lingua è un fattore basilare, ma non sufficiente. Successivamente, infatti, alle persone in carico ai Servizi di accoglienza vengono offerte possibilità formative che implementano le loro competenze professionali e legate alla sicurezza – presso enti come l’ENAIP, a sua volta presente nel filmato. Poi iniziano i tirocini e, se le condizioni lo consentono, l’assunzione vera e propria. «Nelle persone che accompagniamo vediamo una scintilla: è l’inizio di una ricerca attiva di impiego e una ripartenza» conclude Macoratti.
Le testimonianze delle aziende
In meno di dieci minuti, il video presenta diverse aziende coinvolte nel progetto di inserimento lavorativo curato dalla Caritas diocesana. «Con la conoscenza delle persone, delle loro fragilità e qualità, Caritas ci può dare un grande contributo» afferma Loris Zanor, direttore di Cefs Formedil. «Nella nostra azienda abbiamo ben 21 nazionalità diverse – spiega invece Piero Petrucco, amministratore delegato di ICOP Spa –. Prima di pensare a progetti complicati per reperire personale altrove nel mondo, la cosa più intelligente è partire da chi è già qui. Questi progetti sono una possibile via per risolvere il problema della carenza di manodopera, in modo graduale. La percentuale di successo negli inserimenti di queste persone è prossima al 100%: il progetto funziona». Francesca Crovatto e Stefano Ricci, responsabili rispettivamente di Mamm pane e ciclofocacceria, hanno accolto a loro volta una persona nei locali situati accanto al teatro “Giovanni da Udine”. «Quello della Caritas è stato un aiuto concreto in tutte le fasi», afferma Ricci.
«Il valore che ha spinto l’azienda a dare fiducia al progetto Caritas è il sostegno che la Caritas stessa offre a persone in cerca di riscatto e integrazione a partire dal lavoro» testimonia Stefano Feruglio, amministratore delegato di Feruglio Engineering. «Abbiamo accolto un giovane tirocinante. Il suo atteggiamento positivo è stato, per l’azienda, un segnale forte di volontà di proseguire il rapporto di lavoro».
Una firma per il territorio
L’équipe F.O.R.M.A.Lav, come detto, è sostenuta dai fondi 8xmille destinati alla Chiesa Cattolica. A prescindere dall’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi, lo Stato garantisce a tutti di poter indicare a chi far gestire le risorse dell’8xmille.
Con il Modello 730 si firma nella casella dell’area dedicata all’8xmille e una volta compilato, il modello può essere consegnato in busta chiusa a Caf, commercialista o datore di lavoro. In alternativa, il contribuente può presentare all’Agenzia delle Entrate il modello 730 precompilato e il 730-1 con la scheda per l’8xmille direttamente via internet attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate. La scadenza coincide con quella per la presentazione del Modello 730.
Nel caso del Modello redditi, il modulo comprende la “Scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille dell’Irpef.
Chi ha solo il Modello CU e non ha l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi può comunque esprimere la sua preferenza e per farlo deve compilare la “Scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille dell’Irpef”.
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