Tratta di donne a scopo di sfruttamento sessuale

Un approfondimento sulla tratta di donne a scopo di sfruttamento sessuale e sui progetti di protezione delle vittime gestiti dalla Caritas diocesana di Udine.

 

La tratta di esseri umani è una grave violazione dei diritti fondamentali della persona, in primis il diritto alla libertà e all’autodeterminazione. È un fenomeno sociale molto mutevole, che, nella forma dello sfruttamento sessuale, si è reso visibile nelle nostre città a metà degli anni ‘90. Cambiano le rotte e le modalità di ingresso in Italia, ma non cambia la sua essenza: la tratta di esseri umani è una forma moderna di schiavitù. Le sue vittime sono principalmente donne e minori, ma anche uomini, provenienti da paesi che vivono una situazione politica, economica e sociale caratterizzata da crisi e instabilità. I trafficanti usano mezzi quali l’inganno, la violenza, le minacce, il rapimento, la frode, l’abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità per reclutare queste persone nei paesi di origine al fine di trasportarle, trasferirle e sottoporle allo sfruttamento sessuale o lavorativo e all’accattonaggio.
Il fenomeno della tratta di donne a scopo sessuale a Udine ha visto per prime coinvolte ragazze nigeriane e albanesi, le prime assoggettate da connazionali e costrette, attraverso riti vudù, minacce e violenze alle famiglie di origine, al pagamento di debiti molto elevati, le seconde costrette alla prostituzione da bande di connazionali che le sottoponevano a ogni genere di violenze.
Dal 2000 circa sulle strade di Udine, ma anche su buona parte del territorio provinciale, la visibilità della prostituzione si è molto ridotta e il fenomeno, a seguito di pressanti controlli da parte delle Forze dell’Ordine, si è spostato al chiuso, negli appartamenti e nei locali, vedendo coinvolte ragazze dell’Europa dell’est, donne latino-americane e cinesi. L’invisibilità del fenomeno ha reso sempre più difficile l’azione degli operatori e aumentato la solitudine delle donne che, essendo spostate da un luogo all’altro nel giro di poche settimane, non hanno possibilità di venire a conoscenza dei progetti attivi sul territorio e sono maggiormente vulnerabili di fronte alle violenze degli sfruttatori e dei clienti, come dimostrato da ricerche e progetti rivolti alla prostituzione indoor realizzati in più parti d’Italia.
 

La Caritas e la tratta di persone a scopo di sfruttamento

E’ dal 1997 che la Caritas Diocesana ha iniziato a occuparsi di donne prostituite attraverso l’operatività di uno sportello di ascolto e orientamento, l’apertura di due strutture di accoglienza, la sensibilizzazione delle istituzioni e dell’opinione pubblica locale. Nel 2000 si è accreditata come ente in grado di attivare propri progetti di tutela per le donne vittime di sfruttamento sessuale e dal 2001 al 2009, con finanziamento del Dipartimento per le Pari Opportunità e cofinanziamenti territoriali, ha realizzato in qualità di ente proponente il Progetto Farfalla, per la realizzazione di programmi di assistenza ed integrazione sociale per vittime di tratta e/o grave sfruttamento sessuale e lavorativo introdotti dall’art. 18 del D. Lgs. 286/98 Testo Unico sull’immigrazione. Dal 2003 al 2004 ha inoltre partecipato con molti partner su tutto il territorio nazionale e con fondi europei al ProgettoW.E.S.T.(Women East Smuggling Trafficking), realizzando sul territorio regionale una azione pilota di accoglienza e presa in carico, presso le zone di frontiera, di donne e minori provenienti dall’Est Europa, vittime di tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. Dal 2005 al 2006 ha realizzato, grazie a fondi della regione FVG, un progetto di assistenza e accoglienza alla frontiera di minori, donne e uomini vittime di tratta di esseri umani a scopo di abuso sessuale e lavorativo. Dal 2006 al 2008 ha partecipato con Caritas Diocesana di Concordia–Pordenone e Caritas Diocesana di Vittorio Veneto e grazie a fondi otto per mille al Progetto “Olga e Giuseppe”, finalizzato alla conoscenza e monitoraggio del fenomeno del cliente e all’analisi delle buone pratiche. La ricerca ha prodotto nel 2010 la pubblicazione del libro “Clienti, prostitute, comunità: vissuti, testimonianze e Buone Prassi. Analisi delle esperienze di tre Diocesi”. Dal 1997 ad oggi, la Caritas ha organizzato convegni, seminari, corsi sul tema della tratta rivolti a operatori e cittadinanza; ha divulgato alcune pubblicazioni e realizzato percorsi di sensibilizzazione rivolte alle scolaresche delle scuole superiori presenti sul territorio diocesano.
Negli anni è proseguita la collaborazione con le Caritas del nord est e con il Tavolo di Coordinamento dei progetti per le vittime di tratta attivi nel triveneto.
 
Rispettivamente dal 2006 e dal 2009 ad oggi la Caritas di Udine partecipa,  in qualità di ente attuatore, ai seguenti progetti della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia rivolti alle vittime di tratta e/o riduzione in schiavitù e realizzati attualmente sul territorio regionale con la  Caritas Diocesana di Concordia-Pordenone, la Provincia di Trieste e il Comune di Trieste, che a sua volta si avvalgono della collaborazione dell’associazione Etnoblog e del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute onlus:

“Il FVG in rete contro la tratta: emersione delle vittime, art. 13”Ex art.13 della L. 228/2003 in materia di misure contro la tratta di persone“Il FVG in rete contro la tratta: integrazione sociale delle vittime, art. 18” – Ex art. 18 D. Lgsl.286/1998 T.U. sull’immigrazione

I progetti si pongono come obiettivi l’individuazione, l’orientamento, la tutela e la successiva integrazione sociale delle persone vittime dei reati di riduzione in schiavitù e tratta (artt. 600 e 601 del Codice Penale) attraverso la realizzazione di progetti individualizzati di accoglienza e assistenza o rimpatri assistiti nella prima fase e di programmi di assistenza ed integrazione sociale nella seconda. Alle vittime vengono garantiti ascolto, orientamento, assistenza legale, accoglienza protetta, accompagnamenti di varia natura (accesso ai servizi socio-sanitari, pratiche burocratiche e di segretariato sociale, orientamento ai corsi di alfabetizzazione e formazione professionale, ricerca lavorativa e alloggiativa etc.)
 
Contatti

Progetti di accoglienza femminile “Percorsi di libertà”
Via Treppo, 3 – 33100 UDINE
tel. 0432 414574
fax 0432 511838
cell. di reperibilità 3351595545
mail: progetto.farfalla@diocesiudine.it
Referente: Laura Pensa

 

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