Presentati i primi dati della ricerca Caritas sul gioco d’azzardo

Presentati mercoledì 12 novembre a Udine, nella sede della Federazione delle Bcc FVG, in conferenza stampa, i primi dati emersi dal progetto di ricerca «Il gioco d’azzardo: rischio, speranza e illusione» realizzato dalla Caritas diocesana di Udine in accordo con le Caritas diocesane di Concordia-Pordenone, Gorizia e Trieste e con il supporto dell’IRES FVG, grazie al finanziamento dalla Federazione delle BCC del FVG.

Tre i filoni in cui si è articolata la ricerca, in particolare oggi sono stati presentati i primissimi numeri di due fasi: una incentrata sull’osservazione dei luoghi in cui si pratica il gioco d’azzardo – e che ha visto anche il confronto con i loro gestori –; e una focalizzata sulle opinioni e pratiche di gioco da parte dei giovani tra i 15 ai 20 anni. In particolare rispetto a quest’ultima sono 2 mila i ragazzi che hanno risposto al questionario predisposto per l’iniziativa (pari al 7,8% dell’intera popolazione di quella fascia d’età della provincia di Udine). Un dato questo più che rilevante che si è potuto raggiungere grazie alla collaborazione di alcuni Istituti scolastici del territorio, ma anche con l’utilizzo della “peer education” (educazione tra pari) che ha favorito la partecipazione diretta dei ragazzi, innescando un processo di coinvolgimento a cascata.

 
«Il nostro obiettivo – ha spiegato il direttore della Caritas diocesana di Udine, don Luigi Gloazzo (nella foto, al centro) – è quello di andare oltre la constatazione del disagio, per porci in un’ottica sociale ed educativa, sottolineando l’importanza di operare in maniera sinergica tra le diverse “agenzie educative” del territorio, dalla famiglie alle scuole, dalle comunità cristiane al mondo associativo». Dello stesso avviso il vicedirettore della Federazione BCC del Friuli Venezia Giulia, Lorenzo Kasperkovitz (nella foto, a destra), che ha evidenziato come la Federazione abbia subito aderito e finanziato il progetto in ragione dell’urgenza di «capire la dimensione di un fenomeno diffuso e che tocca tutte le fasce sociali e suggerire soluzioni di sistema al problema», questo con «l’auspicio di unire le forze contro un nemico pericoloso come l’azzardo».
 
Paolo Molinari (nella foto, a sinistra), responsabile dell’Area sociale IRES FVG, ha dunque acceso i riflettori su alcuni primi dati della ricerca, tratteggiando un ritratto dei giovani che li vede, in materia di gioco d’azzardo, molto informati, anche se incontrano poche occasioni per discuterne. «Un numero significativo di ragazzi si è già sperimentato nel gioco nel corso degli ultimi sei mesi precedenti la rilevazione – ha spiegato Molinari –. Alcuni hanno praticato qualche gioco altri invece sono stati coinvolti in una varietà di giochi, con intensità differenziata. Il 46,1% del campione si è sperimentato in giochi in cui si vince o si perde denaro: le ragazze lo hanno fatto di meno (solo il 38,9%) dei ragazzi (il 56,1%)». Un altro dato preoccupante è quello relativo alla spesa per il gioco che «viene stimata dal campione, sia pur in difetto – ha concluso Molinari –, sempre nel corso degli ultimi sei mesi in non meno di 15 mila Euro. Proiettata sulla popolazione giovanile di riferimento si attesterebbe a circa 224 mila euro».
 
I dati completi della ricerca – ha infine annunciato don Luigi Gloazzo – verranno illustrati nel corso di un convegno che si terrà a gennaio.
 
Si allega la nota diffusa nel corso della conferenza stampa.

 

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