Al via un progetto di micro-credito per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate

L’iniziativa della Caritas diocesana, in collaborazione con Fondazione Crup e Banca popolare di Civile, andrà a sostenere, attraverso un sistema di prestiti, le situazioni segnalate dai 12 Centri di ascolto sul territorio della Diocesi. L’Arcivescovo: «Per la Chiesa il lavoro è la priorità». On line il video della conferenza stampa

La Chiesa udinese – grazie al prezioso sostegno della Fondazione Crup e della Banca polare di Cividale – mette in campo un nuovo strumento contro la crisi. È stato infatti illustrato, alla presenzadell’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, in  conferenza stampa, mercoledì 28 ottobre, nel palazzo della Curia diocesana, l’innovativo progetto di Micro credito Etico sociale che punta a dare, a persone svantaggiate, strumenti validi finalizzati all’inserimento lavorativo e dunque all’inclusione sociale. L’iniziativa sarà realizzata grazie alla convenzione sottoscritta lo scorso 16 ottobre dal Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine e, appunto, dalla Fondazione Crup e dalla Banca di Cividale.
 
I prestiti di micro-credito andranno dunque a sostenere spese per la frequenza di corsi di qualificazione o riqualificazione professionale, per il conseguimento di patenti, permessi ed altre abilitazioni o «altri interventi finalizzati all’inserimento lavorativo socio-occupazionale» di persone o nuclei familiari che si trovano in stato di bisogno. A valutare le diverse situazioni personali e familiari dei richiedenti sarà la rete dei 12 Centri di ascolto della Caritas sparsi su tutto il territorio della Diocesi grazie a volontari formati allo scopo. Le situazioni giudicate più idonee saranno dunque instradate alla Banca popolare di Cividale.
 
Il progetto prevede una dotazione iniziale – che va a costituire il “fondo di garanzia” – di complessivi 150 mila euro, 90 mila messi a disposizione dalla Caritas diocesana, 60 mila dalla Fondazione CRUPLa Banca di Cividale – come si legge nella convenzione – si impegna invece «a mettere a disposizione un plafond complessivo massimo per i finanziamenti che intenderà erogare» di 300 mila euro.
 
«Il progetto che lanciamo oggi – ha evidenziato l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato – è ulteriore segno di speranza, un segno particolarmente intelligente perché non solo si propone di andare incontro alle difficoltà delle famiglie come già facciamo con altri progetti di micro-credito, ma offre la possibilità concreta di incentivare le persone che sentono il desiderio di misurarsi con qualche prospettiva lavorativa. Il tema del lavoro è oggi assolutamente prioritario, la Chiesa lo sta ricordando continuamente; lo abbiamo fatto anche noi vescovi della Regione. Si tratta dunque di un segno che rimette a fuoco l’obiettivo e cioè che il vero superamento della crisi si avrà solo quando effettivamente si rilancerà il lavoro. Questo sia per un aspetto puramente economico, le persone devono manterenersi e mantenere le proprie famiglie, ma ugualmente dal punto di vista della dignità della persona , perché la dignità di una persona passa attraverso il lavoro e la possibilità di esprimere se stessa».
 
«Si tratta di un’iniziativa – spiega il direttore della Caritas diocesana di Udine, don Luigi Gloazzo – che intende dare concreta risposta a quella fascia di popolazione caduta nella crisi, ma che è in grado di gestire un percorso di risalita se aiutata a trovare strumenti giusti per la propria qualificazione o riqualificazione professionale. È importante sottolineare che questa nuova linea di micro-credito è di fatto un ulteriore tassello di un più ampio progetto voluto dalla Chiesa udinese denominato “Comunità solidali nella crisi” e che ha attivato sul territorio preziose alleanze coinvolgendo le diverse realtà del mondo del lavoro: Acli, Cisl, Confcoperative, Ucid e Confartigianato. Se oggi, con questa convenzione, è possibile allargare questa rete di solidarietà lo dobbiamo alla Fondazione Crup e alla Banca di Cividale a cui va il nostro sentito ringraziamento».
 
«La nostra Fondazione – commenta il presidente della Crup, Lionello D’Agostini – in linea con gli orientamenti assunti a livello Acri – l’Associazione nazionale di categoria, intende sostenere i progetti che, in collaborazione con il mondo del volontariato e del terzo settore, mirano a contrastare le nuove povertà e a sostenere l’infanzia svantaggiata. La Caritas rappresenta per noi un interlocutore essenziale per l’attuazione di tali linee privilegiate di intervento, che oggi mettiamo in campo nella speranza di avviare una catena di solidarietà sempre più ampia ed efficace nei confronti dei concittadini in difficoltà, che cercano nella dignità del lavoro una nuova ripartenza per loro e per le loro famiglie».
 
«Secondo l’Istat – ha evidenziato la presidente della Banca popolare di Cividale, Michela Del Piero – in Friuli VG dal 2008 al giugno 2015 si registrano 21 mila lavoratori occupati in meno. I più colpiti rientrano nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni. Se il tasso di disoccupazione si attesta all’8,5% in regione, decisamente migliore rispetto al valore medio nazionale che è del 12,1%, il fenomeno comunque rimane preoccupante sul piano sociale, tant’è che la stessa Amministrazione regionale ha varato un piano integrato di politiche per l’occupazione. Ma bene ha fatto pure l’Arcidiocesi udinese, attraverso la Caritas, a coinvolgere due istituzioni importanti come la Fondazione Crup e la Banca Popolare di Cividale per aiutare concretamente, e in forma snella, le persone con cui viene in contatto quotidianamente tramite i ‘centri di ascolto’ attivi sull’intero territorio diocesano. L’istituto che presiedo, da sempre sensibile ai temi della responsabilità sociale dell’impresa, ha aderito con convinzione alla proposta della Caritas di istituire un processo di erogazione di micro-credito volto all’inserimento lavorativo di soggetti marginalizzati dall’attuale crisi economica. Ci è sembrato un’ulteriore modalità per dimostrare il nostro ruolo di banca ‘popolare’ e di territorio. Il micro-credito è uno strumento che consente l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizione di povertà o di emarginazione ed esistono varie esperienze in tal senso avviate in tutto il mondo tanto che le Nazioni Unite nel 2005 hanno indetto l’anno internazionale del Micro-credito. Nelle economie avanzate tale formula viene spesso adottata per il sostegno ai cosiddetti ‘nuovi poveri’. La convenzione che impegna Caritas, Fondazione Crup e Popolare di Cividale s’inserisce in questo filone».
 
A questo link trovi il video della conferenza stampa.

 

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