Storia

6 maggio, 11 e 15 settembre 1976. Il Friuli viene colpito da una serie di scosse di terremoto che provocano 990 morti, più di 100.000 sfollati e decine di comuni rasi al suolo. Inizia una faticosa ricostruzione, che vede protagoniste le comunità, e che rimarrà un modello per i terremoti a venire. L’Arcivescovo di Udine, Mons. Alfredo Battisti, così riassume il pensiero della Chiesa locale: “prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese”.

La Caritas Diocesana di Udine nasce all’indomani di quel terremoto, per coordinare i numerosi volontari arrivati in Friuli da tutta Italia a sostegno della popolazione locale. Sin dai suoi inizi la Caritas di Udine valorizza e promuove i valori del volontariato e della cittadinanza attiva, contribuendo a rendere protagoniste le comunità locali nella risposta ai loro bisogni, piuttosto che limitarsi a offrire servizi calati dall’alto.

Il primo direttore fu mons. Luigi Murador, in carica dal 1978 al 1984. Gli successe don Angelo Zanello, fino al 1998, seguito a sua volta da suor Nevina Martinis. Dal 2000 direttore è don Luigi Gloazzo, direttore anche del Centro Missionario, a sottolineare la volontà di costruire una forte e stabile collaborazione tra i due Uffici diocesani di Udine.

Dal 1976 la Caritas è cresciuta, ampliando i propri settori di impegno, le collaborazioni locali e internazionali, il numero di volontari e operatori coinvolti… ad essere rimasta invariata è il contrasto ad ogni forma di povertà – economica, sociale, relazionale – e l’attenzione data ad ogni persona incontrata, che deve essere punto di partenza e di arrivo di ogni opera, servizio o progetto.

Le Caritas diocesane sono gli organismi pastorali voluti dalla Chiesa al fine di promuovere la testimonianza della carità nelle comunità locali, ecclesiali e non, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica.

Mission

I compiti principali della Caritas Diocesana sono:

  • Animare la comunità locale, promuovendo sul territorio la solidarietà umana, sociale e culturale verso tutte le forme di bisogno causate da povertà ed emarginazione
  • Promuovere e coordinare le iniziative caritative ed assistenziali; organizzare interventi di emergenza in caso di calamità naturali in ambito regionale
  • Organizzare convegni, studi e ricerche su povertà, pace e cooperazione, dialogando con le istituzioni per tradurre l’impegno in interventi concreti con carattere possibile preventivo;
  • Favorire la cultura e la pratica del volontariato
  • Valorizzare e promuovere la cultura della pace e della mondialità con programmi educativi rivolti a giovani e adulti, e tramite il servizio civile, l’anno di volontariato sociale, il volontariato internazionale;
  • Supportare la costituzione e gestire case di accoglienza, servizi di assistenza e consulenza per persone in situazione di disagio sociale (mense, strutture per senza dimora e per richiedenti asilo, residenze protette per vittime di tratta…)

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