La sorpresa di Dio

di don Luigi Gloazzo

La sorpresa si dà quando non si aspetta niente o nessuno, oppure quando si presenta una persona diversa da chi avevamo immaginato. È stato anche il caso del Messia, di Gesù di Nazaret. I profeti, lungo i secoli, avevano sempre mantenuto viva in Israele l’attesa di questo “figlio di Davide”, un re guerriero e vincitore. Avevano sempre sperato che il Dio di Israele, un giorno, avrebbe inviato un Messia che avrebbe cambiato radicalmente la storia di sconfitte del suo popolo oppresso e della logica di violenze delle potenze del mondo. Al tempo di Gesù tutti attendevano vivamente questo Messia, anche perché le cose non andavano secondo le aspettative e le promesse. Proprio come le nostre, oggi. Però i vari gruppi sociali e le varie spiritualità coltivate, lo immaginavano in un modo molto diverso.

I sadducei – i sacerdoti del tempio, i ricchi –, si aspettavano un sacerdote che avrebbe eseguito alla perfezione il culto del tempio, lo avrebbe rinnovato in meglio. Erano i gestori della “liturgia”, del culto e si alternavano nel “compito/onore” della funzione di Sommi Sacerdoti e dell’incamerare i profitti del servizio del Tempio.

I farisei, che tutti noi conosciamo molto bene per essere nominati spesso nella polemica di Gesù con loro, dicevano che il Messia sarebbe stato un osservante rigoroso della Legge/Torah e avrebbe distinto molto bene i buoni dai malvagi, coloro che osservano la legge di Dio e coloro che la rifiutano. Erano i custodi dell’ortodossia religiosa ed erano appartenenti ad un’associazione presente in tutto il territorio di Israele. Insieme agli scribi erano gli intellettuali e i “teologi” esperti della Parola raccolta nella Scrittura. La loro parola/catechesi, che richiamava l’insegnamento dei rabbì più autorevoli del passato, era la garanzia che si stava nell’alveo sicuro della tradizione.

Gli esseni avevano un po’ le idee del Battista, dicevano che il Messia avrebbe fatto scomparire i malvagi, i figli delle tenebre e sarebbe stato la guida dei figli della luce. Erano come i nostri monaci che si ritiravano lontano dal chiasso e dal riciclo di parole generiche e da fatti e situazioni effimere. Vivevano in comunità ed erano rigorosi nella vita personale e nella penitenza. Avevano un elevato senso della giustizia di Dio e contestavano la mercificazione della religione e della sua strumentalizzazione.

Gli zeloti, partigiani e ribelli per le violenze subite, per temperamento e missione sociale, volevano liberare la loro nazione dal potere romano. Per loro il Messia doveva essere un capo guerriero come lo era stato Davide nella conquista della terra promessa.

Per tutti questi, il Messia che attendevano doveva avere le rispettive caratteristiche. Non c’è da meravigliarsi se Giovanni, il Battezzatore, rimane perplesso su quello che gli riportano in carcere a proposito di Gesù e del suo modo di attrarre il consenso popolare.

Tutti costoro saranno colti di sorpresa, come il Battista, perché Gesù non corrisponderà a nessuno dei Messia attesi, sarà la sorpresa di Dio. Lui rifiuterà la violenza, non coltiverà ambizioni politiche, non sarà affatto il giustiziere annunciato dai farisei e nemmeno il sacerdote del culto praticato dai sadducei nel tempio, anzi purificherà il tempio. Non sarà questa la religione, il rapporto che Dio vuole avere con tutto il suo popolo, non appartenente a nessuna di queste categorie sociali, religiose e politiche. Il popolo di Dio era formato da gente “periferica”: contadini, affittuari e mezzadri, operai a giornata, pescatori, pastori, mendicanti, stranieri, schiavi, malati nel corpo e nello spirito, donne e bambini, prostitute, gente che faceva mestieri infamanti, esattori delle tasse, collaborazionisti, ribelli e partigiani, samaritani, …

Questa è la sorpresa di Dio e noi stentiamo a rendercene conto anche dopo 2.000 anni. Per questo ringraziamo San Francesco che ce lo ricorda ogni anno e, con lui, tutti quelli che hanno il cuore e l’anima semplice di regalarci il Presepe nelle nostre case e nelle chiese.

Buona Natale.

Don Luigi Gloazzo

Direttore Caritas diocesana

Segui le attività della Caritas diocesana di Udine sui social

Facebookrssyoutube

Condividi questo articolo

Facebookmail