La morte di Nabi e Muhammad, lo sguardo dei servizi Caritas

La morte di Nabi Ahmad e Muhammad Baig – ritrovati senza vita in un casolare abbandonato di via Bariglaria, a Udine, lunedì 24 novembre – ci ha colpito nel profondo. Nabi e Muhammad erano, per noi, due persone conosciute, ben volute da tutti e che frequentavano i nostri servizi a “bassa soglia”. In particolare Nabi e Muhammad frequentavano Stazione di Posta, il centro diurno che, in piazza Unità d’Italia, offre – 365 giorni l’anno, dalle 12 alle 19 –, uno spazio di sollievo, di incontro, di ascolto e di socializzazione. Nabi, per atro, stava per accedere a un percorso per affrontare e provare risolvere il suo problema con l’alcol.

A pochi giorni di distanza altre due persone sono morte di freddo: Shirzai Farhadulla, a Pordenone, e Hichem Billal, a Trieste. Dunque, in poco più di una settimana e solo all’inizio dell’inverno, quattro giovani uomini sono morti in condizioni disumane, spinti ai margini, del tutto indesiderati. Sono fatti che devono interrogarci con urgenza.

Proponiamo qui di seguito alcuni servizi giornalistici che riportano lo “sguardo” dei servizi Caritas rispetto a questa terribile vicenda e che soprattutto provano a restituire umanità a Nabi e Muhammad, raccontando la loro storia.

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