Associazione Casetta a Colori: risultati attività 2018 – 2019

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Tra gennaio 2018 e settembre 2019 la Casetta a colori ha accolto 41 bambini (25 nigeriani, 3 pakistani, 2 italiani, 2 italo-senegalesi, 1 italiano di origine ghanese, 1 italiano di origine marocchina, 1 turco, 1 togolese, 1 ghanese, 1 albanese, 1 kosovaro, 1 in attesa di acquisire la cittadinanza marocchina, 1 in attesa di acquisire la cittadinanza rumena) di età compresa tra i 7 mesi e i 3 anni e mezzo all’interno del proprio centro diurno, seguendo 38 famiglie di cui 12 risultavano essere famiglie monoparentali in cui la madre era sola nel farsi carico della cura del bambino/i e 6 famiglie con genitori separati, per vari motivi, e il bambino dislocato presso la madre.

L’inserimento dei bambini appartenenti a tali nuclei ha permesso alle madri, per la maggior parte straniere, di frequentare i Corsi di Lingua Italiana e Corsi professionalizzanti nonché di avviare, laddove le circostanze lo permettevano, tirocini per l’inserimento lavorativo.

Per chi tra loro invece aveva già un lavoro, ma risultava esclusa dalle graduatorie dei nidi comunali, l’Associazione ha offerto un luogo sicuro in cui lasciare i figli durante l’orario lavorativo. Attualmente, dopo il passaggio alla scuola dell’infanzia di 11 dei 22 bambini iscritti al 31/08/2019, il centro diurno ospita 18 bambini, ma sono in corso ulteriori inserimenti di nuovi nuclei che riporteranno il gruppo di bambini accolti a 22. Nel corso del 2018 inoltre l’orario del centro diurno è stato esteso da 7 a 8 ore e mezza per rispondere in modo più adeguato alle esigenze dei nuclei.

L’Associazione tra aprile 2018 e aprile 2019 ha inoltre seguito, nell’ambito del Progetto 8xmille Insieme … per un futuro a colori realizzato insieme all’Equipe di Accoglienza femminile del Centro Caritas di Udine, 5 nuclei esterni al servizio del centro diurno tutti aventi al loro interno uno o più figli minori anche con obiettivi di supporto per l’inserimento lavorativo dei genitori e di affiancamento alla genitorialità. Di questi, due nuclei sono tuttora seguiti dall’Associazione anche dopo il termine del sopracitato progetto.

A breve avrà avvio un secondo progetto 8xmille che vedrà la Casetta a colori ancora coinvolta in iniziative di sostegno alla genitorialità e di supporto nei compiti di cura e accudimento.

Si prevede pertanto che il numero di famiglie seguite, aldilà dei nuclei i cui figli sono accolti nel centro diurno, aumenterà nei prossimi mesi.

Incontri e corsi per genitori

Per quanto riguarda l’accompagnamento alla funzione genitoriale, che è parte fondamentale della mission dell’Associazione, tra il 2018 e il 2019 la Casetta a colori ha offerto le seguenti opportunità di incontro e approfondimento:

  • tra giugno e luglio 2018 ha avuto avvio il Corso Babysitter realizzato in collaborazione con l’Associazione L’Abbraccio. Il gruppo era composto da 13 partecipanti di cui 11 rientranti tra le madri che la Casetta già seguiva al momento dell’avvio del corso. La formazione era pensata non solo per un eventuale futuro sbocco lavorativo, ma anche per permettere alle mamme di acquisire alcune competenze riguardanti la cura e l’accudimento quotidiani dei loro figli; all’interno del corso è stato anche organizzato il corso sicurezza base ad opera del Centro Caritas;
  • tra ottobre e dicembre 2018 l’Associazione ha offerto alle mamme i cui bambini frequentavano il centro diurno di partecipare a un Laboratorio di musica (per un totale di 8 incontri a gruppo) gestito da un’esperta del metodo Gordon, cui hanno preso parte 20 bambini, divisi in tre gruppi, con i relativi genitori;
  • tra marzo e maggio 2019 sono stati organizzati 3 incontri con la pediatra, il primo riguardante il tema delle malattie nella prima infanzia e i restanti due incentrati sulla nutrizione 0 – 36 mesi. Ai primi due incontri hanno preso parte 13 delle 20 mamme seguite dall’Associazione durante i mesi in cui hanno avuto luogo gli incontri (febbraio – maggio 2019) e 3 mamme esterne che hanno poi inserito i bambini nel centro diurno nei mesi successivi, 4 assenze erano dovute a ragioni lavorative (corsi professionalizzanti, tirocinio, etc.). Gli incontri sono stati fortemente voluti dall’Associazione per favorire una maggiore conoscenza circa i principi di un’alimentazione sana ed equilibrata ed hanno lasciato ampio spazio per le domande delle partecipanti;
  • nei mesi di febbraio e marzo 2019 sono stati organizzati 3 incontri al mese relativi al tema delle letture 0 – 36 mesi rivolte a mamme e bambini accolti nel centro diurno, cui hanno preso parte in media 5 mamme a incontro delle 10 inserite nel gruppo (per facilitare la gestione del gruppo di lavoro e permettere a tutte di prendere parte attiva ai laboratori si è suddiviso il gruppo di 21 bambini in due sottogruppi, i 3 incontri sono stati quindi ripetuti per entrambi i gruppi per un totale di 6 incontri). Gli incontri avevano lo scopo di diffondere la cultura e l’amore per la lettura in famiglia sottolineando l’importanza dell’avvicinamento ai libri fin dalla primissima infanzia e il conferire alcuni strumenti di base per la lettura in famiglia anche nell’eventualità in cui il care giver sia analfabeta o comunque non scolarizzato. Inoltre il laboratorio aveva l’obiettivo di accrescere il senso di autoefficacia delle partecipanti nel loro ruolo di madri aumentandone l’autostima come diretta conseguenza dell’acquisizione di competenze in un settore quale quello della lettura e della narrazione di storie in cui molte di loro sembravano sentirsi inadeguate e che approcciavano con una certa apprensione;
  • tra giugno e luglio del 2019 è stato realizzato un corso di “Italiano per le mamme” dalla Scuola di Italiano del Centro Caritas di Udine in collaborazione con l’Associazione della Casetta per un totale di 42 ore.

Il corso ha offerto a 12 mamme di cui 8 già accolte in Casetta di ampliare il proprio lessico nelle aree del gioco, del sostegno alla maternità e della scuola. All’interno del corso le partecipanti sono state coinvolte anche in un incontro con un pediatra circa l’importanza della lettura, l’uso controllato dei dispositivi elettronici e l’importanza di una vita attiva fin dalla prima infanzia e in un incontro con il Consultorio Mamma/Bambino del Distretto Sanitario di Udine.

Le iniziative hanno rappresentato una crescita non solo dal punto di vista delle conoscenze e delle competenze linguistiche, genitoriali e personali dei genitori, ma anche un’occasione per facilitare l’incontro tra i genitori che sono accolti nel servizio al fine di favorire la nascita e il rafforzamento di una rete di relazioni che possano rappresentare un valido sostegno per i nuclei seguiti che spesso soffrono di una condizione di isolamento e di assenza di una rete di relazioni familiari o amicali cui fare riferimento.

In tutte queste azioni il personale della Casetta è stato affiancato da tirocinanti, volontari di varie età (ragazzi delle scuole superiori o universitari, ma anche persone già in pensione che hanno così avuto modo sia di esercitare competenze pregresse sia di impiegare parte del proprio tempo  sentendosi utili agli altri), persone in borsa lavoro e ragazzi in esperienza di Alternanza Scuola Lavoro, dando così la possibilità ad una diversificata fascia di popolazione di sperimentarsi in un luogo ricco di stimoli e di culture diverse.

Per quanto riguarda il progetto Intrecci-le persone e il territorio realizzato in convenzione con il Sistema Locale dei Servizi Sociali dell’UTI del Friuli Centrale (conclusosi il 31/08/2019) durante l’anno scolastico 2018/2019 sono stati accolti 64 ragazzi (37 italiani e 27 stranieri) appartenenti agli Istituti Comprensivi di Pozzuolo del Friuli/Campoformido, Tavagnacco, Martignacco, Udine. Durante il periodo estivo 2019 hanno frequentato 27 ragazzi (14 italiani e 13 stranieri) appartenenti agli Istituti Comprensivi di Pozzuolo del Friuli/Campoformido e di Udine.

Il progetto ha offerto una varietà di proposte che hanno spaziato dalle abilità manuali alle pratiche sportive e musicali, alle attività di riflessione e alfabetizzazione delle emozioni, oltre che al sostegno scolastico e al suggerimento di strategie per migliorare il metodo di studio fornendo così la possibilità a ragazzi provenienti da nuclei fragili di sperimentarsi in varie aree.

Durante l’anno si è notato che si sono sviluppate relazioni significative con i pari. Inoltre, grazie alla costruzione di un rapporto interpersonale basato sulla fiducia, in alcune occasioni gli stessi minori si sono rivolti agli educatori perché mettessero in rete familiari, scuola e servizi per intervenire sulle proprie situazioni personali, dando quindi voce ai propri disagi. Il filo diretto tra Scuola – Famiglia –  Servizi ha permesso di intervenire tempestivamente al primo insorgere di qualsiasi problematica (ad esempio minori soli a casa, episodi di bullismo, disagio psicologico manifestato, difficoltà di autoregolazione).

Molto positiva è stata la collaborazione fra docenti e educatori dell’equipe, nello specifico si sono realizzati il monitoraggio costante durante il progetto da parte dei docenti referenti e la restituzione delle osservazioni redatte dagli educatori relative ad ogni singolo beneficiario. Tale documentazione è stata utilizzata dagli insegnanti nei consigli di classe di valutazione.

Lo scambio di informazioni ha permesso altresì che potesse essere potenziato il lavoro scolastico individualizzato.

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