RIPRENDIAMO IL CAMMINO

Articolo a cura di Don Luigi Gloazzo, Direttore dell'Associazione Centro Caritas di Udine ODV

Il Qoelet, un libro straordinario della Bibbia, scrive sapientemente che c’è un tempo per ogni cosa e situazione della vita, ma che tutto, proprio tutto quello che viviamo, il previsto e l’inaspettato, il voluto e l’indesiderato, la gioia e il dolore, … possiamo illuminarlo con il senso che noi gli diamo alla luce della presenza provvidente di Dio. La fede in Gesù è la nostra grande compagna di camminata e possiamo chiedere in dono la sua sapienza per trovare il senso a quanto stiamo vivendo con apprensione in questo tempo di incertezza.

In questo tempo così lungo e interminabile, della vita nostra e dell’umanità, non si deve gettare via nulla, come con il maiale, e neppure cercare di annegarlo nella dissipazione o nell’insoddisfazione patologica. La pandemia è ormai parte della nostra vita, delle nostre riflessioni, dei nostri racconti, delle nostre preghiere e speriamo diventi occasione insostituibile per risistemarci sull’essenziale.

La vita personale, della nostra famiglia, della comunità cristiana, della società, del Paese, dell’umanità ha sperimentato in una primavera già inoltrata la temuta gelata della pandemia, ma ha sperimentato anche la ricchezza delle relazioni fondamentali che sostengono la nostra crescita umana, spirituale e sociale.

Coloro che hanno continuato a rispondere all’invito di Gesù, che ci convoca ogni domenica per la festa della Resurrezione, hanno goduto nel ritrovarsi assieme almeno un’ora alla settimana. La carità/solidarietà l’abbiamo vissuta nelle brevi relazioni/incontri della vita quotidiana. Sono cresciuti i gesti e le iniziative di solidarietà individuale ed organizzata. Il bene e la fraternità sono diventati visibili e concreti, anche se discreti, come compete a loro, che nascono dalla gratuità. La catechesi ha progredito a singhiozzi e si è cercato di sostenere i genitori e i ragazzi con l’invio di stimoli alla crescita nella fede condivisa in famiglia. Dopo aver sottolineato i rischi dei nuovi strumenti di informazione/comunicazione abbiamo anche potuto usufruire della loro straordinaria opportunità per tenerci in contatto e raggiungere, con un saluto tanto atteso, le persone sole e in difficoltà.

Gli strumenti di comunicazione/media in sé non sono né buoni né cattivi, dipendono da chi li usa e da come ci si fa usare da loro. Gli strumenti, però, non potranno mai sostituire l’incontro personale e di questo ne sentiamo il bisogno e l’urgenza proprio quando ci manca. Riprendere a incontrarci sarà una grazia e ne sentiamo il bisogno fisico. Sappiamo di sostenerci gli uni con gli altri e di vivere delle relazioni che attiviamo o godiamo. Buona ripresa del cammino, quindi, con il cuore colmo di quella esperienza che è diventata sapienza umana e riflessione di fede. È vero che non siamo più come prima, ma ripartiamo con quanto abbiamo di meglio nella mente e nel cuore. La vita è un pellegrinaggio, dice la liturgia. Riprendiamo il cammino con passo leggero salutando con affetto coloro che in questo tempo di prova ci hanno lasciato per la troppa fatica.

 

Don Luigi

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